Modifiche sulle procedure per la prevenzione incendi

Sulla Gazzetta Ufficiale del 23 giugno 2017, 144, è stato pubblicato  il decreto legislativo 29 maggio 2017. n. 97 Disposizioni recanti modifiche al decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, concernente le funzioni e i compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché al decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, concernente l’ordinamento del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e altre norme per l’ottimizzazione delle funzioni del Corpo nazionale dei vigili del fuoco ai sensi dell’articolo 8, comma l, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche.

Questo decreto legislativo, in vigore dall’8 luglio 2017, ha apportato – tra altro – rilevanti modifiche al D.Lgs. n. 139 dell’8 marzo 2006, anche in materia di Prevenzione Incendi. Nello specifico, con l’art. 3, comma 4 del D.Lgs. ora emanato, l’art. 16 del D. Lgs. n. 139/2006 è stato modificato come segue:

  1. Le procedure di prevenzione incendi sono avviate dai comandi competenti per territorio su iniziativa dei titolari delle attività individuate ai sensi del comma 2. l comandi provvedono all’esame dei progetti di nuovi impianti o costruzioni nonché dei progetti di modifiche da apportare a quelli esistenti; all’acquisizione delle segna/azioni certificate di inizio attività; all’effettuazione di controlli attraverso visite tecniche; all’istruttoria dei progetti in deroga all’integrale osservanza delle regole tecniche di prevenzione incendi; all’acquisizione della richiesta di rinnovo periodico della conformità antincendio; ad ulteriori verifiche ed esami previsti da uno dei decreti del Presidente della Repubblica di cui al comma 2.
  2. Con uno o più decreti del Presidente della Repubblica, da emanare a norma dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’interno, sentito il Comitato centrale tecnico-scientifico per la prevenzione incendi, sono individuati i locali, le attività, i depositi, gli impianti e le industrie pericolose, in relazione alla detenzione ed all’impiego di prodotti infiammabili, incendiabili o esplodenti che comportano in caso di incendio gravi pericoli per l’incolumità della vita e dei beni ed in relazione alle esigenze tecniche di sicurezza, nonché le disposizioni attuative relative alle procedure di prevenzione incendi e agli obblighi a carico dei soggetti responsabili delle attività.
  3. In relazione ad insediamenti industriali ed attività di tipo complesso, il comando può acquisire le valutazioni del Comitato tecnico regionale per la prevenzione incendi, ed avvalersi, per le visite tecniche, di esperti in materia designati dal Comitato stesso.
  4. Il comando acquisisce dai soggetti responsabili delle attività di cui al comma 1 le certificazioni e le dichiarazioni attestanti la conformità delle attività alla normativa di prevenzione incendi, rilasciate da enti, laboratori o professionisti, iscritti in albi professionali, autorizzati ed iscritti, a domanda, in appositi elenchi del Ministero dell’interno. Il rilascio delle autorizzazioni e l’iscrizione nei predetti elenchi sono subordinati al possesso dei requisiti stabiliti con decreto del Ministro dell’interno.
  5. Qualora l’esito del procedimento rilevi la mancanza dei requisiti previsti dalle norme tecniche di prevenzione incendi, il comando adotta le misure urgenti anche ripristinatorie di messa in sicurezza dando comunicazione dell’esito degli accertamenti effettuati ai soggetti interessati, al sindaco, al prefetto e alle altre autorità’ competenti, ai fini degli atti e delle determinazioni da adottare nei rispettivi ambiti di competenza. Le determinazioni assunte dal comando sono atti definitivi.
  6. l titolari delle attività di cui al comma 2 hanno l’obbligo di attivare nuovamente le procedure di cui al presente articolo quando vi sono modifiche di lavorazione o di strutture, nei casi di nuova destinazione dei locali o di variazioni qualitative e quantitative delle sostanze pericolose esistenti negli stabilimenti o depositi e ogni qua/volta sopraggiunga una modifica delle condizioni di sicurezza precedentemente accertate.))

L’art. 16 che era intitolato a “Certificato Prevenzione Incendi” viene ora denominato “Procedure di Prevenzione Incendi” con il chiaro intento del legislatore di abolire il Certificato Prevenzione Incendi e di sostituire il DPR 151/2011 con uno o più decreti da emanarsi – come previsto dal comma 2 del novellato articolo 16 . per l’individuazione de “ i locali, le attività, i depositi, gli impianti e le industrie pericolose, in relazione alla detenzione ed all’impiego di prodotti infiammabili, incendiabili o esplodenti che comportano in caso di incendio gravi pericoli per l’incolumità della vita e dei beni.”

Restiamo in attesa, ma ora si riparte!

a cura dell’ Ing. Concetto Aprile

Testo del D.Lgs. 97/2017

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