Coronavirus e Sicurezza Integrata. La strada è segnata

Appena venerdì scorso, il Presidente di A.I.PRO.S., ing. Massimo Marrocco, ha evidenziato alcuni aspetti della grave vicenda relativa al nuovo coronavirus 2019-nCoV, intrecciata con i temi della continuità operativa e della sicurezza integrata.

In particolare, l’autore ha ricordato come “la sicurezza … ha assunto sempre più la forma …. integrata“, aggiungendo che “l’epidemia … assume rilevanza sotto parecchi aspetti di sicurezza integrata.

Non a caso, il nostro Presidente ha ipotizzato un “possibile impatto sulla continuità operativa“, “nel caso in cui contraggano la malattia risorse umane indispensabili al processo produttivo, … senza possibilità di sostituzione funzionale”, “nel caso in cui contraggano la malattia risorse umane indispensabili al processo produttivo, ma senza possibilità di sostituzione funzionale“.

Il caso del Wuhan National Biosafety Laboratory

Questa ipotesi trova una importante conferma, proprio con il caso del coronavirus.

               Il Wuhan National Biosafety Laboratory

Infatti, non è molto circolata la notizia che, proprio al centro dell’epidemia, è situato il Wuhan National Biosafety Laboratory.

Si tratta di uno dei rari centri al mondo abilitati a studiare virus di livello BSL-4 (cioè il più alto), tra i quali l’Ebola e la Sars.

Il WNSL origina da un progetto sino-francese nato nel 2005, che ha iniziato a concretizzarsi solo nel 2014.

Peraltro, non è un caso che si sia deciso di collocarlo al centro della zona dove si sono sviluppate la maggior parte delle più importanti epidemie negli ultimi decenni.

La continuità operativa

Verrebbe, però, da chiedersi se proprio l’aspetto della continuità operativa in un’area soggetta ad epidemia è stato preso adeguatamente in considerazione. Forse no.

Non si hanno notizie adeguate se, attualmente, il laboratorio sia effettivamente operativo, ma è certo che:

  • le comunicazioni e i mezzi di trasporto sono stati interdetti dalle autorità;
  • ancorché il numero dei malati non sia elevato (speriamo che resti tale), considerato anche l’obbligo di quarantena per le persone vicine, non è improbabile che ad alcuni operatori sia vietato di circolare. 

Insomma, non è, altrettanto, improbabile che una parte degli operatori (soprattutto se l’epidemia dovesse aggravarsi, come le stesse autorità cinesi immaginano), siano costretti a non potersi recare presso il centro, che dovrebbe, invece, contribuire alla redazione del vaccino

Il CBRN

In effetti, proprio in tema di CBRN (Chemical, Biological, Radiological Nuclear), la sicurezza integrata assume una particolare valenza, in relazione alla sempre più vasta e preoccupante panoplia di rischi derivati dall’impiego volontario, anche asimmetrico, di armi non convenzionali, ovvero da circostanze involontarie determinate da catastrofi naturali, crescita della popolazione mondiale, inurbamento e mutamenti climatici. 

Terribili disastri, come quelli di Bhopal, Seveso, più di recente Fukushima, o il gravissimo attentato alla metropolitana di Tokio, solo per citare alcuni episodi, sono stati tutti caratterizzati da una scarsa capacità di assicurare la capacità operativa durante l’Emergenza.

Ovviamente non solo il CBRN è afflitto da questa problematica.

Tuttavia, la scarsa conoscenza scientifica di molti effetti “di frontiera”, che spesso si manifestano per la prima volta e che la mente umana di una persona normale rifiuta di immaginare, porta a una grave sottostima dei rischi effettivi, che sono, invece, la materia prima da plasmare e contenere, adeguatamente, da parte del Safety o del Security Manager.

Questo, senza non tenere conto che, in molti casi, il colpevole comportamento dell’uomo causa, o aggrava, le emergenze naturali, come nel caso del maremoto del 2004.

Le iniziative di A.I.PRO.S.

Non a caso, A.I.PRO.S., a maggio scorso, ha organizzato tre seminari sul tema del CBRN e sul terrorismo, che hanno visto una grande partecipazione.

Si tratta di una esperienza molto positiva, sulla base della quale nasceranno iniziative ancora più interessanti e a breve, proprio in chiave di sicurezza integrata, dove ci sarà adeguato spazio per la Gestione del rischio.

Articolo aggiornato alle 12.12 del 27.01.20