Dovevamo vivere in maniera diversa

Riceviamo e, volentiari, pubblichiamo un articolo del Presidente di A.I.PRO.S., ing. Massimo Marrocco: “Dovremo vivere in maniera diversa: vediamo i lati positivi della crisi in corso”.

Nei miei precedenti articoli avevo già anticipato il tema dell’elevato  rischio per l’impatto del COVID 19 sulla continuità operativa di tutto il settore produttivo e sulle responsabilità dei datori di Lavoro verso i dipendenti: non è mia intenzione vantarmi di questo, ma, chi mi conosce lo sa bene, non faccio dietrologia ma guardo sempre avanti con spirito positivo.

Nulla era fino a pochi giorni fa ipotizzabile circa gli sviluppi e conseguenze che la pandemia COVID 19 avrebbe comportato per modificare i nostri stili di vita.

Si è parlato e si continua a parlare di temi sanitari e politico economici ma vorrei affrontare, invece, con forte spirito positivo e guardando in avanti, il tema dei lati positivi ed inimmaginabili che la crisi che stiamo vivendo sta manifestando.

La prima riflessione è che l’Italia, nella tragedia che stiamo vivendo, è effettivamente unita ed ancora una volta dimostriamo al mondo l’eccellenza dei nostri medici, personale sanitario, addetti alla protezione civile, farmacisti, Forze dell’Ordine e tutti gli altri impegnati nel sociale che svettano in valori etici e professionalità.

Proviamo però  ad alzare la testa ed a cogliere gli aspetti positivi della situazione:

  • L’inizio del 2020 è iniziato con l’allarme inquinamento per polveri sottili in parecchie città con blocchi del traffico estesi anche alle auto diesel: problema ora inesistente.
  • Avevamo annotato quotidianamente morti di giovani per incidenti stradali dovuti ad eccesso di velocità o uso di alcool o droghe: problema ora inesistente.
  • Rapine e microcriminalità cittadina ora ridotta perché il rischio per i malviventi è amplificato in caso di fuga in strade libere e facilmente controllabili.
  • Senza stadi aperti non sono accaduti incidenti tra tifosi.
  • Probabilmente, anche l’aver chiuso le scuole avrà comportato una riduzione degli episodi di bullismo.
  • Non ho dati ufficiali ma credo che anche il consumo di droghe sia ridotto per obiettive difficoltà di rifornimento ed impossibilità di consumarla in ambienti fuori casa.
  • Gli incidenti stradali in generale ed, in particolare, sulle autostrade si sono ridotti per ridotto traffico
  • In tempo di sport invernali non si hanno notizie di incidenti in montagna in questo periodo sempre presenti.
  • Abbiamo spesso sentito di tagli ai finanziamenti per la scuola e la sanità, ma oggi ci accorgiamo che dobbiamo porre rimedio assumendo medici ed infermieri, anche senon possiamo fare nulla per far ritornare in patria i nostri figli laureati che non hanno trovato posto a causa di detti tagli.
  • Molte famiglie si sono divise dai figli che hanno trovato posto all’estero ma adesso questi stessi figli non possono tornare per stare vicini ai genitori per blocco dei trasporti ed inoltre corrono il rischio di ammalarsi senza la possibilità di avere i genitori vicini.
  • Ho letto che una multinazionale del settore elettrodomestici che aveva decentrato la produzione in Cina adesso ha deciso di riportare detta produzione in Italia perché l’isolamento ha compromesso la produzione: potrebbe esser l’inizio di una auspicata inversione di tendenza.

Non è un elenco completo o esaustivo ma credo sia utile per stimolare delle riflessioni.  La figura del professionista della sicurezza torna ad essere al centro di tutte le problematiche ma ancor più nella dimensione di esperto di sicurezza integrata.

Gli esperti del trattamento del rischio sanno che questo, in quanto variazione di un equilibrio esistente, è portatore di danni o opportunità e queste mie riflessioni sono mirate proprio a questo secondo aspetto.

Forse siamo stati spesso passivi di fronte a gravi accadimenti, pensando irrealizzabile ciò che di fatto oggi è accaduto per situazione contingente.

Auspico che, quando tutto sarà finito, non ci si lasci andare ad uno sfrenato stato di euforia ritornando a fare ciò che facevamo (soprattutto la fascia dei giovani, forse anche peggiorando), ma che si faccia mente locale a ciò che di positivo stiamo annotando e che ciò induca cambiamenti nei  comportamentali futuri.

Come è mia abitudine offro queste mie considerazioni per stimolare riflessioni e contributi da parte di voi soci.

Un abbraccio a tutti

Massimo

Chi fosse interessato può scrivere a presidente@aipros.it