Pubblicate le Guidelines sulle video devices

Come annunciato, il Comitato Europeo sulla Protezione dei Dati ha pubblicato le Guidelines 3/2019 on processing of personal data through video devices (in pratica: linee guida europee sulla videosorveglianza).

                             Il cartello (first layer) illustrato nelle guidelines

In realtà, non ci sono grandi differenze dalla prima versione, aperta alla pubblica consultazione, uscita a luglio scorso.

E’ però da precisare che le Guidelines non si applicano solo alla videosorveglianza, ma a qualsiasi dispositivo video.

Le novità

Ciò premesso, le Guidelines riportano numerose novità.

Tra queste, è veramente importante segnalare che il famoso cartello, previsto dal Provvedimento Generale sulla videosorveglianza, è divenuto una vera e propria informativa di primo livello (first layer), molto più complessa del precedente.

A poco importa che le Linee guida definiscano il cartello come una indicazione non obbligatoria, posto che il contenuto delle prescrizioni obbliga a riportare tutte le informazioni contenute, con l’eccezione del QR code, che resta comunque consigliato.

Il famoso “cartello”

Va segnalato, per chi non lo avesse presente, che il cartello qui illustrato va utilizzato esclusivamente quando si applica il GDPR.

Ma le Forze di Polizia e i comuni che svolgono la videosorveglianza eclusivamente per finalità di Sicurezza Urbana, ricadono, invece, nell’ambito di applicazione del D. Lgs.vo 51/18 (emanato in seguito alla Direttiva 2016/680). 

La Sicurezza Urbana

Al riguardo, si veda la Pubblicazione sulla Sicurezza “Videosorveglianza urbana: sicurezza Integrata, Urbana, Sussidiaria e Complementare: fare chiarezza su diversi concetti” – n. 5, vers. 1.0, del 14.01.20

Pertanto, in mancanza di novità da parte del Garante, continuano ad applicarsi i modelli di “cartello” previsti dal Provvedimento generale sulla videosorveglianza del 2010.

Se, invece, un comune dovesse effettuare la videosorveglianza per finalità diverse (ad es.: monitoraggio del traffico o Protezione civile), si applicherebbe cartello c.d. first layer indicato dai garanti europei.

Il tutto, in attesa che:

  • la Commissione Europea vari la proposta di “icone” semplificate, che dovrebbe coinvolgere anche la TVCC;
  •  il Garante emani proprie indicazioni nazionali.
Ulteriori novità

Le linee guida, inoltre, pongono l’accento sulla necessaria giustificazione delle riprese, attraverso una puntuale analisi di ogni flusso video, da valutare caso per caso.

Una ulteriore novità deriva dalla rilevanza delle misure tecniche e organizzative previste dai garanti europei, che però non devono sorprendere, trattandosi, in sintesi, di sistemi informativi.

Sulla biometria

Un caso a parte riguarda l’impiego della biometria, dove si rinvengono prescrizioni severe sull’argomento, ma nessuna traccia di quel face recognition ban del quale si è parlato, anche di recente.

Al riguardo, le Guidelines precisano che, quando la finalità del trattamento è, ad esempio, quella di distinguere una categoria di persone da un’altra, ma di non identificare in modo univoco nessuno, il trattamento non riguarda i dati particolari o “sensibili”.

 

Avremo modo di tornare, più approfonditamente, sulla materia con le Pubblicazioni sulla Sicurezza e, a breve, proporremo una serie di seminari specifici.

 

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