Responsabilità del Datore di Lavoro e Coronavirus (COVID-19)

Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo, un articolo del Presidente di A.I.PRO.S., ing. Massimo Marrocco

Ci troviamo a valle di una situazione conclamata di rischio di contagio per il virus COVID-19 ed abbiamo appena recepito le direttive emanate con Decrelo Legge per attuare quanto indicato dagli esperti virologhi per arginare e fermare l’estedersi delle aree ove si riscontrano in individui infettati o portatori di tale virus.

Queste azioni sono fondamentalmente finalizzate a identificare i Comuni dove è stata accertata la presenza di contagiati, ponendo gli stessi in isolamento totale e proibendo tutte le manifestazioni che comportino una presenza ravvicinata e numerosa,

Per ora la prescrizione riguarda regioni e comuni del Nord ma è assai probabile che presto se ne aggiungano altre.

Il focus degli interventi messi in campo è primariamente indirizzato a tutti i cittadini ed in questo credo siamo tutti d’accordo. Si è fatta leva sulla responsabilizzazione dei singoli che in caso di accertamento di sintomi ben definiti avvertano subito le autorità preposte che metteranno in campo i protocolli previsti: prelievo con ambulanza appositamente attrezzata, trasporto in ospedale specifico e effettuazione del tampone faringeo di prova ed, in caso di esito positivo, avvio diretto ai reparti di cura ed isolamento.

Qui possiamo fare una riflessione su tutti i cittadini che vivono una situazione economica difficile o abbiamo timore delle strutture ospedaliere in generale e che potrebbero volutamente o inconsciamente non segnalare il proprio caso fino al punto di totale criticità. Entrare in quarantena significa un grave disagio a livello economico , pensiamo alle PMI ed ai gestori di negozi al dettaglio che già sono spesso in grave situazione economica.

           Massimo Marrocco

Nulla da eccepire sul piano operativo in emergenza ma un professionista della sicurezza integrata non ha visibilità solo su un  aspetto ( in questo caso prettamente sanitario) ma cerca anche di valutare tutti gli altri aspetti impattati e fra i primi che emergono sono la continuità operativa ( sia di erogazione di servizi considerati primari come erogazione energia elettrica, acqua, gas, servizi bancari oltre ovviamente ai sanitari) ma anche la responsabilità dei datori di lavoro nei confronti dei propri dipendenti.

Il DL ha dato indicazione di favorire lo svolgimento di attività in telelavoro in smart working, cioè una misura di riduzione che attua la prevenzione.    Ma qui nasce la prima riflessione : tutti i lavoratori che non possono usufruire delle tipologie di prestazione a distanza sono quindi discriminati? Le lavoratrici in stato interessante oppure i lavoratori già segnati da patologie ad alto rischio in caso di contrazione del virus debbono immolarsi? Ed in base a quale criterio si indicano le aree soggette ? prima del conclamarsi o dopo?

Ho avuto il piacere di partecipare a numerosi eventi alla presenza del Procuratore Raffaele  Guarinello e dalle sue parole spesso emerse un concetto facile ed intuitivo: poiché il Datore di Lavoro trae vantaggio dall’opera prestata da tutti i dipendenti ne è garante rispetto a tutti i rischi presenti nello svolgimento di tale attività.

Dobbiamo allora condividere il concetto di Rischio: esistono varie terminologie e varie funzioni descrittive ma tutte lo riconducono al rapporto  funzione della Probabilità e del Danno.  Ovviamente è intuitivo che nel caso in esame il Danno sia GRAVE-ALTISSIMO.   Se dobbiamo stimare la probabilità possiamo fare riferimento sia alla definizione insita nella formazione degli RSPP che   definisce la probabilità in maniera fondamentalmente SOGGETTIVA dando indicazioni per esempio di una probabilità BASSA se l’evento susciterebbe meraviglia, con livelli via via maggiori ma sempre sulla stessa considerazione SOGGETTIVA.

Recentemente è stato proposto e pubblicato dal CESINTES , polo di formazione specialistica dei Security Manager dell’UNIVERSITA’ TOR VERGATA di Roma, un modello alternativo che valorizza la Probabilità secondo la stima di quattro diversi parametri : Frequenza dell’accadimento, Presenza di tecnlogie , risorse umane formate e procedure di risposta efficaci rispetto all’opposizione all’evento indesiderato Tutte le valorizzazioni sono stimate in maniera OGGETTIVA e quindi lo scopo è generare una stima del RISCHIO essa stessa oggettiva.

Se applichiamo il primo modello al caso Coronavirus, il Datore di Lavoro, coadiuvato dall’RSPP, si troverà a valorizzare la stima della probabilità  che l’evento Coronavirus tra la popolazione dei propri dipendenti lo meravigli o meno. 

Nel secondo caso invece la frequenza di accadimenti nella propria struttura o in strutture simili rappresenta un valore importante di stima oltre alla disponibilità di mezzi di protezione e la formazione dei dipendenti ad attuare specifiche procedure e quindi è facile desumere che il RISCHO è Alto o Altissimo. Consideriamo che ogni giorno si aggiungono nuovi vasi in nuove zone.

Per adesso termino qui la prima parte di questo articolo lasciandoci con una domanda: il Datore di Lavoro può essere chiamato a responsabilità dal dipendente che contrae Coronavirus nel percorso di trasferimento al posto di lavoro ( in itinere) o proprio nel posto di lavoro per contagio da terzi in esso presenti?

Chiunque fosse interessato ad entrare nella discussione e proporre proprie opinioni può scrivere a segreteria@aipros.it

Saluto tutti cordialmente.