Stati Generali del Security Management

Complessità di Security e Professionisti della Security – Scenari e proposte per una funzione ed una professione in continua evoluzione.

Si è svolta, a Roma nei giorni 21 e 22 novembre 2018, la prima edizione degli Stati Generali del Security Management. L’evento, promosso e curato da CesintesCentro Studi Intelligence Economica e Security Management dell’Università di Roma Tor Vergata ed ha registrato la partecipazione di numerosi ed interessati partecipanti, era patrocinato anche da A.I.PRO.S.

L’articolazione dei lavori, aventi per tema Complessità di Security e Professionisti della Security – Scenari e proposte per una funzione ed una professione in continua evoluzione, prevedeva sia una sessione seminariale, basata essenzialmente su specifiche ma reali situazioni e sulle possibili best practices di riferimento, sia una parte accademica, con ricercatori e professionisti impegnati nel settore.

Uno degli obiettivi del Convegno era quello di promuovere e stimolare ragionamenti, sulla evoluzione della security come funzione strategica aziendale, del professionista della Security come figura “dimensionata” alla complessità di Security dell’Organizzazione, alle misure normative, tecnologiche ed organizzative che possano essere contributo per un modello italiano di riferimento. Proprio con riferimento a tale considerazione si è sviluppato l’intervento del Presidente dell’A.I.PRO.S., ing. Massimo Marrocco, che nel suo intervento su  “Security e professione: il trattamento del rischio come base delle scelte progettuali” ha richiamato l’attenzione sulla figura del professionista della sicurezza che “deve essere in grado di misurare e trattare tutti i tipi di rischio insiti nel contesto preso in esame implementando piani di trattamento in un’ottica di complessità di security che rappresentino la base delle scelte progettuali”. Ciò anche in considerazione delle diversità di contesto e delle specificità operative.

Lo scenario di una funzione sempre più evoluta, complessa e multidisciplinare impone oggi l’adozione di un modello che consideri la sicurezza logica, quella fisica ed organizzativa intrecciarsi e completarsi in una visione unitaria integrata ed equilibrata. E niente di meglio, al riguardo, di quanto previsto dalla norma ISO 31000

Se la gestione del rischio rappresenta un obiettivo/obbligo a cui ogni impresa attenta agli aspetti preventivi dovrebbe tendere, in particolare in settori caratterizzati da alta variabilità, la ISO 31000 propone un modello di gestione del rischio e di integrazione dello stesso nel sistema di gestione aziendale, essendo applicabile a tutte le tipologie di rischio, siano essi strategici ed operativi, e quindi anche di security.

UNI ISO 31000:2018  Gestione del rischio – Linee guida

La norma è destinata a coloro che creano e proteggono valore nelle organizzazioni avendo cura di gestire rischi, prendere decisioni, fissare e conseguire obiettivi e migliorare le prestazioni. Fornisce linee guida per gestire i rischi che le organizzazioni affrontano e può essere utilizzato durante tutta la vita dell’organizzazione, oltre a poter essere applicato a qualsiasi attività, compreso il processo decisionale a tutti i livelli. L’approccio comune suggerito dal documento è idoneo a gestire qualsiasi tipo di rischio, non è dedicato ad un particolare settore o industria e può essere adattato a qualunque organizzazione e al suo contesto. I principi, la struttura di riferimento e il processo delineati in questo documento consetono di gestire il rischio in modo efficiente, efficace e sistematico.

 

La presentazione (sintesi) di Massimo Marrocco

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