VV.FF.: le modifiche al Codice di Prevenzione Incendi

Riceviamo e con grande piacere pubblichiamo un appunto dell’Ing. Concetto Aprile, già direttore dell’Area Rischi Industriali del Dipartimento dei Vigili del Fuoco – Ministero dell’Interno e Socio onorario A.I.PRO.S., in relazione alle modifiche approvate al Codice di Prevenzione Incendi.

Il sito dei Vigili del Fuoco ha pubblicato il decreto 3 agosto 2015 (Codice di  Prevenzione Incendi) aggiornato alla data del 29/05/2020 (allegato file pdf con la  nota VVF n. 15406 del 15/10/2019) con le modifiche apportate da:

  • DM 12/04/2019 (GU n. 95 del 23/04/2019) entrato in vigore il 20/10/2019;
  • DM 18/10/2019 (GU n. 256 del 31/10/2014) che ha sostituito interamente l’Allegato 1 (parte integrante del Codice);
  • DM 14/02/2020 (GU n.257 del 06/03/2020) che ha sostituito dal 20/10/2019 le diverse RTV che erano state pubblicate (V.4; V.5; V.6; V.7 e V.8);
  • DM 15/05/2020 (GU n. 132 del 23/05/2020) che dal 19/11/2020  sostituirà il capitolo V.6 della Sez. V dell’Allegato 1 abrogando il DM 01/02/1986 e il DM 22/11/2002.
Ing. Concetto Aprile

Il Codice così novellato stabilisce che:

Sono approvate, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, le norme tecniche di prevenzione incendi di cui all’allegato 1, che costituisce parte integrante del presente decreto”(art.1, c.1);

– “Le norme tecniche di cui all’art. 1, comma 1, si applicano alle attività di cui al comma 1 di nuova realizzazione” (art.2, c.1);

“Le norme tecniche di cui all’art. 1, comma 1, si applicano alla progettazione, alla realizzazione e all’esercizio delle attività di cui all’allegato I del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151, individuate con i numeri: 9; 14; da 19 a 40; da 42 a 47; da 50 a 54; 56; 57; 63; 64; 66, ad esclusione delle strutture turistico-ricettive all’aria aperta e dei rifugi alpini; 67; da 69 a 71; 73; 75; 76. * Sono fatte salve le modalità applicative alternative di cui all’art. 2 –bis”. (art. 2, c.2);

“Per gli interventi di modifica ovvero di ampliamento alle attività individuate con i numeri di cui sopra, esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, le norme tecniche di cui all’art. 1, comma 1, si applicano a condizione che le misure di sicurezza antincendio esistenti, nella parte dell’attività non interessata dall’intervento, siano compatibili con gli interventi da realizzare” (art. 2, c.3);

“Per gli interventi di modifica o di ampliamento delle attività esistenti di cui al comma 1, non rientranti nei casi di cui al comma 3, si continuano ad applicare le specifiche norme tecniche di prevenzione incendi di cui all’art. 5 comma 1 -bis e, per quanto non disciplinato dalle stesse, i criteri tecnici di prevenzione incendi di cui all’art. 15, comma 3, del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139. Nei casi previsti dal presente comma, è fatta salva, altresì, la possibilità per il responsabile dell’attività di applicare le disposizioni di cui all’art. 1, comma 1, all’intera attività” (art.2, comma 4).

L’articolo 2-bis sopracitato (introdotto nel DM 03/08/2015 dal comma 1 dell’art. 3 del  DM 12/04/2019) dispone che, in alternativa alle norme tecniche di cui all’art. 1, comma 1, è fatta salva la possibilità di applicare le norme tecniche indicate all’art. 5, comma 1 -bis, per le seguenti attività, così come individuate ai punti di cui all’allegato I del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151:

  1. a) 66, ad esclusione delle strutture turistico-ricettive all’aria aperta e dei rifugi alpini;
  2. b) 67, (la frase “ad esclusione degli asili nido” è stata eliminata dal c. 3 dell’art. 3 del DM 06/04/2020);
  3. c) 69, limitatamente alle attività commerciali ove sia prevista la vendita e l’esposizione di beni;
  4. d) 71;
  5. e) 75, con esclusione dei depositi di mezzi rotabili e dei locali adibiti al ricovero di natanti ed aeromobili.

Per quanto sopra, ad oggi sono 47 le attività soggette di cui al DPR n. 151/2011 rientranti nel campo di applicazione del Codice; di queste, 42 hanno l’obbligo di applicare il Codice come unico riferimento normativo, mentre per le altre cinque – Autorimesse fino al 18/11/2020 (DM 21/02/2017 e DM 15/05/2020); Uffici (DM 08/06/2016); Attività scolastiche (DM 07/08/2017); Attività commerciali (DM 23/11/2018) e Attività ricettive turistico-alberghiere (DM 09/08/2016) -, dotate di specifica regola tecnica, l’adozione del Codice resta volontaria e alternativa alle rispettive tradizionali regole tecniche di prevenzione incendi.